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Cosa combattiamo?
In tutto il mondo ci sono oltre 300mila minori di diciotto anni che attualmente vengono impegnati in conflitti armati in 25 Paesi. La maggior parte di questi bambini ha un’età compresa tra i 15 ed i 18 anni, anche se molti altri vengono reclutati a partire dai 10 anni e la tendenza va verso un abbassamento dell’età. Decine di migliaia di ragazzi corrono ancora il rischio di essere arruolati. Spesso questi bambini vengono sottratti alle proprie famiglie durante gli scontri, per mancanza di manovalanza adulta. In questi casi i bambini vengono costretti in schiavitù e drogati. Oltre che in qualità di soldati, i bambini sono usati come spie di guerra ed in alcuni casi addirittura come kamikaze. Anche le ragazze sono reclutate, sebbene in quantità minore. Spesso queste rimangono al servizio di chi le ha rapite e sono soggette a stupro e a violenze sessuali, rimanendo così incinte di figli non voluti o contraendo gravi malattie sessuali. Per quanto riguarda l’utilizzo dei minori negli eserciti regolari, vi è stata negli ultimi anni una fortissima campagna di sensibilizzazione in tutto il mondo guidata da una coalizione internazionale. L’ONU ha varato un protocollo d’intesa per fermare l’uso di minori negli eserciti e porre rimedio alle conseguenze inevitabili di questo grave fenomeno, ma sono solo pochi tra i settantanove Paesi dell’organizzazione ad averlo ratificato.


Cosa vogliamo ottenere con "More Fun No More War"?

Questa nostra nuova campagna parte da due considerazioni:
    More Fun No More War
  • non sopportiamo assolutamente l'idea che ragazzi e ragazze minorenni vivano la loro adolescenza costretti a "giocare" con fucili, mitra e bombe a mano, ancor meno che vengano utilizzati come kamikaze o spie di guerra. Come noi trascorriamo la nostra gioventù suonando e ascoltando musica, giocando a pallone o qualunque altro sport e imparando a crescere sotto la guida della famiglia e della scuola, così vogliamo che in tempi strettissimi anche questi ragazzi, che per innocenza loro (...e non per colpa loro) sono nati in una terra in conflitto senza alcun rispetto per l'infanzia, possano vivere la loro adolescenza con gioia e spensieratezza;
  • siamo fermamente convinti che se facessimo giungere loro (e ai loro genitori) il messaggio che i loro coetanei nel resto del mondo non si sparano addosso ma al massimo si sfidano a calcetto, questo farebbe sicuramente cambiare qualcosa, almeno nella loro coscienza. Molto probabilmente, non avendo contatti con il resto del mondo, questi ragazzi stanno crescendo convinti che sia "normale" così, ossia che a 12 o 15 anni sia la norma quella di impugnare le armi e combattere la guerra assurda degli adulti. Ecco perchè ci impegneremo con ogni mezzo a nostra disposizione nel cercare di far giungere in quelle terre immagini, testi e quantaltro sia utile affinchè si rendano conto che ESISTE UNA VITA MIGLIORE!!!
Come ci muoveremo

E' nostra intenzione individuare ed utilizzare ogni possibile mezzo a nostra disposizione per:
  • raggiungere e far prendere coscienza ai baby soldato nei paesi in conflitto che una vita migliore è possibile e che principalmente qualcuno si sta preoccupando della loro situazione;
  • smuovere e scuotere le coscienze degli adulti nei paesi in conflitto (genitori, soldati, governanti) sulla totale ingiustizia e crudeltà dello sfruttamento degli adolescenti negli eserciti;
  • sensibilizzare quanto più possibile la gente comune e, soprattutto, i governanti di tutto il mondo civile affinchè applichino tutte le pressioni possibili per mettere fine a questa barbaria;
  • supportare, diffondere ed amplificare la voce ed il lavoro già svolto in questa direzione da parte di altre organizzazioni.


Per raggiungere questi obiettivi noi:
  • terremo costantemente aggiornata questa sezione del nostro sito con immagini, video, testi e quant'altro possa rendersi utile allo scopo;
  • invieremo comunicati stampa ai media, alle istituzioni e alle organizzazioni preposte, in Italia ed in lingua inglese all'estero, con l'informazione e le news relative ai progressi della campagna;
  • utilizzeremo gli strumenti di comunicazione più potenti e diffusi offerti dalla rete (Facebook, Msn, Myspace, etc.) per tessere una rete comunicativa a 360 gradi, che possa allargarsi e coprire ogni possibile territorio;
  • cercheremo di creare un filo di comunicazione diretto con le organizzazioni e con le singole persone che già operano in questo contesto, per ottenere un reciproco rafforzamento e per ottimizzare l'efficienza delle azioni.



Visita la nostra Galleria di poster viventi


19 maggio 2010: la protesta dei "poster viventi" a Roma, in Vaticano, in ...Piazza San Pietro!
A partire dalle 14 di mercoledì 19 maggio, i "poster viventi" del GPace hanno messo in scena in Piazza San Pietro a Roma la loro protesta figurata contro l'uso e l'abuso di bambini e adolescenti come soldati, spie di guerra e kamikaze.

La protesta fa capo alla nostra campagna "More Fun No More War".

Davanti a migliaia e migliaia di curiosi e ad una quindicina tra giornalisti e fotografi professionisti, i ragazzi di Lecce si sono mostrati nelle loro rappresentazioni, hanno distribuito volantini della loro causa e si sono fatti fotografare e riprendere e hanno espressamente chiesto che foto e video fossero pubblicati e diffusi il più possibile, sulla rete, sui social network, sui blog e sui portali d’informazione, allo scopo di far giungere il loro chiaro messaggio il più lontano possibile, immagini eloquenti che urlano NO ai giovani costretti a combattere, SI’ ad una adolescenza serena e pacifica.

Molti sono stati poi i giovani, soprattutto stranieri, che hanno voluto aggregarsi al gruppo di salentini. Tra questi c’è stato anche un ospite molto illustre, forse un po’ meno “giovane” ma sicuramente molto “per la pace”, si tratta di Carlos Peralta, presidente dell’OMPP-WOFP (Organisation Mondiale Pour la Paix – World Organization For Peace), un’istituzione internazionale con sede a Ginevra, la cui presenza a Roma era in parte motivata proprio per poter incontrare i giovani di GPace.

GUARDA LE FOTO!


6 maggio 2010: La protesta dei POSTER VIVENTI:
NO alla guerra, SI' allo SPORT e alla MUSICA!
La mattina del 6 maggio 40 giovani studenti dell'Istituto Costa di Lecce sono scesi in strada per mettere in scena la loro protesta contro l'uso e l'abuso di minori come baby soldato, come spie di guerra e, addirittura, come kamikaze.

Venti coppie di giovani che hanno impersonato dei POSTER VIVENTI di protesta, in cui uno era vestito da militare con appeso al collo un cartello "NO" e l'altro era vestito da musicista o da sportivo con un cartello "Sì", ...chiaro il messaggio?

E' il nostro modo per far arrivare al mondo l'urlo dei giovani salentini: "BASTA CON LE GUERRE e BASTA CON L'(AB)USO DI MINORI COME SOLDATI".

GUARDA LE FOTO!



Foto di Marcello Passeri


Cosa puoi fare tu?

Praticamente tutto!
Sei hai voglia di unirti a noi in questa nostra nuova "missione", faccelo sapere attraverso questo modulo e troveremo sicuramente il modo di collaborare:
Nome
Cognome
Età
Comune
E-Mail o msn
Intervento

More Fun No More War
What is "More Fun No More War"?

This newly born initiative starts from two remarks:
  • we do not like minor boys and girls to spend their adolescence “playing” with guns and bombs, or even to be used as kamikazes or spies. About 400.000 minors are enrolled in armies or opposition armed groups; this is true in 85 countries; more than 250.000 of them take an active part in fightings in 35 countries, at least 120.000 in Africa;
  • we firmly believe that, if we would let them (and their parents) know that elsewhere in the world children of the same age do not shoot against each other but rather play footbal, this might change things, at least within their conscience.
What will we do

With this purpose in mind and through various means, we will send to those countries images, texts and whatever else in order to show them that a better life is possible:
  • our intention is to make baby soldiers aware that a better life is possible and that some people in the world are worrying about them;
  • We want to find out and use every means to arouse and stir up the adults’ conscience in those countries at war (parents, soldiers, governments) of how unfair and cruel is to exploit young children in armies;
  • we want to awaken common people and, above all, the governments to stop these cruelties;
  • we want to suppport, spread and increase what other organizations have already done in the same direction.


We will achieve these aims by:
  • updating our website with images, videos, texts and whatever else may be useful for it;
  • sending press releases to the media, to the concerned institutions and organizations, both in Italy and abroad (written in English) informing them of the progresses of our campaign;
  • using the the most powerful and used means of network (Facebook, Msn, Myspace and so on) which allow a global communication able to reach every country;
  • trying to set up a direct communication involving organizations and people who already operate in this context, in order to get a mutual reinforcement and optimize the efficacy of the actions.
Who are we

GPace – The Young for Peace” project starts from the young themselves and not from the adults. This gives the whole movement a cut above, as the “languages of communication” (slang, graphics and tools) are just a part of their own world.
GPace” can reach young people directly, not just like a lesson taught by the adults.
The second peculiarity of the project is that “GPace” is a creature of these days, in that it grows within the big power of multimedia communication, that is to say the web and all the other linked services (social network, mailing, blogs ....); therefore all communications are imediate, cheap, speedy and global.
Thanks to the work carried out so far by “GPace” group, the World Organization for Peace (OMPP – WOFP) apppointed Lecce as “International Capital 2009 of Young for Peace”.



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